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mareriflesso

Specchio riflesso di una anima inquieta composto da poesie e parole in libertà.

Hotel

Pubblicato su 6 Settembre 2008 da mareriflesso in Romanzo effimero

Il viaggio trascorse bene. Nessuna turbolenza fece tremare le ali dell'aereo donando un senso di stabilità al volo. Atterrati all'aeroporto di Suvarnabhumi i tre si fermarono a mangiare un boccone e a cercare una toilette visto che Selvaggia si era rifiuta di andare in quella dell'aereo che aveva ribattezzato come loculo galleggiante. L'aria era notevolmente cambiata rispetto all'ultima volta che Oceano aveva respirato a pieni polmoni in un luogo che non fosse pressurizzato. La sentiva molto più pesante e aggressiva a causa dell'inquinamento dovuto ad uno sviluppo repentino e innaturale. Si sentivano fragranze speziate che caratterizzavano la cucina locale. Uno dei più grandi limiti di Oceano, quando si trovava all'estero, era rappresentato dalla sua scarsa propensione ad adattarsi ai piatti tipici. Era molto difficile a tavola e non amava molto sperimentare nuove ricette. Malaisia al contrario, amava la cucina orientale tanto da essere assidua frequentatrice di ristoranti indiani, cinesi e giapponesi della capitale. Non vedeva l'ora di assaggiare la vera cucina Thai e di accarezzare finemente il palato con cibi a base di curry e zenzero. Una volta presi i bagagli dal nastro trasportatore chiamarono un taxi e si fecero accompagnare all'hotel dove alloggiavano. La camera si trovava al tredicesimo piano ed era arredata in asettico stile internazionale tipico delle note catene di alberghi contemporanee capaci di anestetizzare ogni avventura e farti sentire sempre nello stesso luogo ovunque ti trovi nel mondo. La camera era molto spaziosa. Il bagno aveva la curiosa caratteristica di avere le porte in legno laccato di bianco che si aprivano a spinta tipo quelle dei saloon di un tempo. Sopra l'immancabile frigobar, rifornito di acqua minerale, bibite e champagne, troneggiava la televisione a schermo piatto con i canali satellitari e davanti, due letti matrimoniali a baldacchino con coperte in seta damascata. I tre si guardarono divertiti pensando a come si sarebbero dovuti disporre. Selvaggia, risoluta ma con il sorriso tra le labbra, disse che nel letto da solo sarebbe andato Oceano perchè con gli uomini non amava dividere i propri sogni e preferiva dividerci da sveglia il letto. Oceano in cuor suo si chiese se la sua affermazione rappresentasse una promessa o una minaccia. Comunque sia, restò affascinato, ancora una volta, dalla spontaneità e contagiosa energia che trasmetteva. Visto la tarda ora e la stanchezza per il lungo volo dopo una doccia rinfrescante decisero di farsi portare qualcosa da mangiare in camera e di rimandare i programmi turistici al giorno seguente quando, complice una calda e limpida giornata di fine estate, avrebbero potuto camminare a lungo per musei e templi scattando indelebili fotografie del tempo trascorso insieme.

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LadyEly76 11/22/2012 11:25

I tuoi racconti sono così fermi hai dettagli..quando mi fermo a leggerli mi sembra di esserci nel tuo raccontoRimango sempre senza parole......buon fine settimana...un bacio e un sorriso!

Francy 11/22/2012 11:25

sempre più interessante!!
bacio

Tragediante 11/22/2012 11:25

Ti confesso che aspettavo con intrepidazione
questo pezzo. E non vedo l\'ora
di leggere il seguito. :)
 
Un bacio*

Roberta 11/22/2012 11:25

Desiderio esaudito.
Ormai leggerti è una sorta di droga... dona piacere e ... e ispirazione.
Il seguito? :)
 

♥ Bouche 11/22/2012 11:25

Nessuna turbolenza fece tremare le ali dell\'aereo donando un senso di stabilità al volo ...
 
Guarda con rispetto eh (Bel racconto, Ma l\'accenno all\'aereo mi ha depistata) ...
La stabilità di un volo non esiste e non raccontiamoci favole.
Essendo l\'aria una materia instabile è ovvio che l\'aereo non può essere stabile, è calderiano, su.
Beh io mi comunque mi  ehm BIP! in mano anche se l\'eromobile (ma vaffa va) non fa neanche un minimo sobbalzo.
Ho preso aerei per due anni causa trasferte di lavoro, altri colleghi con la fobia dell\'aria si facevano giornate di treno. Io no, mi rifiutavo di far vincere la mia paura. Poi quando ho scoperto che drogandomi con ipnotici legali, arrivavo senza accorgermene, è stato un tripudio di EVVAI ...
Peccato che ... Beh la memoria breve scompariva ed io ...
Ho mille aneddoti, te ne conto uno ... Torino/Roma ... Mi ritrovo al nastro bagagli a braccetto ad un estraneo.
"Scusi, ma ... lei chi è?"
"Il suo vicino di volo, l\'ho vista un po\' traballante e mi sono permesso ..."
Con aria stravolta gli dico "Spero non sia successo altro perchè le infliggerei una pugnalata dicendole che non ricordo nulla!".
E che cavolo.
Allen ha detto "Se Dio avesse voluto che gli uomini volassero, li avrebbe fatti nascere con un biglietto aereo".
Parole sante!
Baci.
Marina