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mareriflesso

Specchio riflesso di una anima inquieta composto da poesie e parole in libertà.

La cioccolata

Pubblicato su 21 Giugno 2008 da mareriflesso in Romanzo effimero

 

Selvaggia e Malaisia amavano il buon vino e, nelle serate trascorse insieme, era una immancabile presenza. Per tale motivo erano immuni dalla frivolezza che, sorso dopo sorso, le donavano le bollicine. Erano però abili nel prendere l'ebrezza come giustificazione delle loro lascive tentazioni. Godevano nel provocare Oceano pungolandolo nelle sue debolezze. La sporadica, ma datata, frequentazione le aveva infatti portate a conoscere i suoi comportamenti ed assecondare i suoi desideri, con una punta di sadico piacere, quando lui più non ci sperava. Come una lenta tortura, goccia dopo goccia, le tensioni si scioglievano nel cuore della notte e sfociavano nel peccato. Selvaggia prese il libro e lo portò con sè. Si sedette sulla poltrona vicina al camino per ricevere tepore dal fuoco scoppiettante ed asciugare i capelli ancora bagnati dalla pioggia. Iniziò a leggere ad alta voce il testo originale della poesia scritto in francese. La sua pronuncia era perfetta. Aveva una naturale predisposizione per le lingue e andava spesso per lavoro nelle metropoli di mezza europa. Malaisia al contrario aveva una forte avversione a tutto ciò che proveniva dall'estero. Era la classica persona legata indissolubilmente alla propria terra e mai l'avrebbe tradita per un'altra. Selvaggia lo sapeva e con un pizzico di presunzione, e un leggero sorriso sulle labbra, leggeva dei versi per l'amica incomprensibili. Indispettita Malaisia cercò di strapparle il libro dalle mani chiedendole di leggere la traduzione e smetterla di fare la stronza. Proprio in quel momento ad Oceano balenò una idea e gli occhi gli si illuminarono come ad un bambino. Propose alle due amiche di fare un gioco. Andò in cucina, prese un pennello da cucina e della cioccolata fondente liquida nata per guarnire dolci e frutta di stagione. Si mise a sedere a terra, su dei cuscini quadrati, davanti al fuoco. versò la cioccolata in una coppa di vetro sottile e chiese a Malaisia di sedersi di schiena davanti a lui. Lei si avvicinò e le chiese cosa avesse in mente. Lui, risoluto e divertito, gli rispose che, siccome era incapace di cogliere la bellezza delle parole lette da Selvaggia, lui le avrebbe tradotte per lei, scrivendole sulla sua schiena con la cioccolata fusa. Questo le avrebbe permesso di sentire sulla pelle profumi e sapori di versi maledetti.

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Tragediante 11/22/2012 11:25

Sublime. Versi maledetti
che sanno di cioccolata.
Più vizio di così ... :)
 
Un bacio*

- Janara 11/22/2012 11:25

:-)
Quanto era lunga questa poesia?
Ehehehheh

•°o.O Lucia 11/22/2012 11:25

Grazie,
un bacio a te =)

L'ea 11/22/2012 11:25

ti auguro una fantastica Serata.
e ti lascio un abbraccio fortissimo*
L\'ea

Barbara 11/22/2012 11:25

Ciao Massi :)
sono stata un pochino lontana ultimamente
ma con piacere vedo che i veri amici blogger
non mi hanno mollata mai :)
GRAZIE DI CUORE
Buona serata
 
Barbara